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Secondo l’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare, tra il 1998 e il 2002, in Italia:

nella popolazione generale (uomini e donne di età compresa fra 35 e 74 anni), il 17% degli uomini e il 21% delle donne è obeso. Il 50% degli uomini e il 34% delle donne è in sovrappeso

nella popolazione anziana (uomini e donne di età compresa fra 65 e 74 anni), il 20% degli uomini e il 32% delle donne è obeso. Il 50% degli uomini e il 40% delle donne è in sovrappeso

nelle donne in menopausa il 30% è obeso e il 39% è in sovrappeso.

Le conseguenze dell’obesità per gli individui e la società sono drammatiche in termini di riduzione dell’aspettativa di vita, malattia ed invalidità dovuta alle condizioni croniche associate (malattie cardiovascolari e respiratorie, diabete, alcuni tipi di tumore, problemi ortopedici…)

L’eccesso di peso influenza in modo negativo la percezione dello stato di salute fisica e può compromettere il livello di autostima e di accettazione di sé, creando problemi anche a livello psicologico.

In definitiva obesità e sovrappeso pregiudicano negativamente la qualità e la quantità della vita.

L’attività fisica moderata e regolare, associata ad una corretta alimentazione, giocando un ruolo importante  nell’influenzare l’aspettativa di vita si stima infatti che riduca di circa il 10% la mortalità per tutte le cause e riduca il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, cancro del colon, osteoporosi, traumi da caduta, depressione.

L’inattività fisica oltre a costituire un fattore di rischio indipendente per la salute, è spesso presente in chi ha problemi di sovrappeso aggravando ulteriormente questa condizione.